Non ho mai provato a salvarmi

di Il Mondo o Niente

di Yann Ballestra

Prima di tutto viene la paura. Ogni volta è come se qualcosa di inatteso esplodesse dentro di me, un tuono che fa vibrare tutto: l’aria, i vetri, il cuore. E io sono lì, completamente assorta nelle mie faccende: leggere, cucinare, pensare. In realtà, ormai, la maggior parte delle volte lo aspetto, perché arriva sempre più o meno alla stessa ora, più o meno. E mi spavento. È un rumore che mi terrorizza. È colpa di quella vecchia handicappata, lei, la figlia e la nipote, e tutti i giorni la stessa storia. Lo capisci quanto è dura per me? Lei, la figlia e la nipote, ma come faccio a vivere così, dimmelo tu. Ascolta. Tutti i giorni la stessa storia. Abitano in tre, tutte insieme. La nipote è pure fidanzata. Ma chi se la prende una così? Infatti lui, il fidanzato, passa ogni giorno alle 15 e 35 precise, suona quel cazzo di citofono che io sento benissimo e che odio, perché lo so che suonerà, lo so, e allora lo aspetto. E poi va via alle 17 e 50, 17 e 55 al massimo. Non sta mai di più, non è mica scemo, lui se ne va. Quelle tre litigano sempre, soprattutto madre e figlia, che poi sono due vecchie, sembrano più sorelle. Quanto mi fanno incazzare. Adesso mi vedi così, una furia, al lavoro mi conoscono così, e hanno tutti paura, ma la notte non mi riconosceresti. Io sto male. Iperacusia, ipersensibilità ai suoni, continua a dire il mio medico. Tanto una risposta non me l’ha data e neppure un rimedio, che poi ho già provato di tutto, mi sono pure fatta una canna l’altra sera, come quando avevamo diciassette anni, ti ricordi? È stato bello, ma non è servito a un cazzo. Io le continuo a sentire litigare e come vedi mi innervosisco, ma potrei anche imparare a sopportarlo. Non è quello. È il rumore, non le voci, è quel clack-clack metallico, secco e asciutto, che arriva sempre alla mattina presto intorno alle 6 e 42. È quello che mi dà più fastidio, che mi spaventa di più. Mi sveglio da sola e mi ritrovo già supina e rigida, fredda come il mio pavimento in marmo, hai presente? Mi dico: ma come ho fatto a dormire? Sarò stata in questa posizione tutta la notte, così rigida? Penso di sì, perché mi fanno male le scapole, come se fossi stata inchiodata al letto. Avrei voglia di stirarmi, muovere le gambe, avrei voglia di unire le piante dei piedi e spingere, le ginocchia divaricate come una ranocchia. Immagino la sensazione piacevole che potrebbe procurarmi. Tu fai Yoga no? Lo sai com’è: le anche che si aprono, l’interno coscia che si distende e lo spazio che si crea, proprio qui, dentro di te, hai capito no? Non ridere, sono seria, io quello spazio non lo sento. Ma di cosa ho paura? Rimango pietrificata mentre il mondo intorno a me si fa presenza. L’ombra del mattino che appena mi sveglio è ancora grigia e densa come nebbia, lentamente si dirada e io posso distinguere le pareti dal soffitto, la cassettiera dal muro, tutto si fa reale e vivo, ma io aspetto come un condannato a morte che si sveglia l’ultima mattina della sua vita e già non sente più ciò che lo circonda. Aspetta, immobile, mentre il resto scorre. E io come lui lo so che la vecchia e sua figlia di lì a poco faranno quel rumore. Saranno le sbarre del letto che vengono abbassate, la sedia a rotelle che viene aperta, che ne so? So solo che poi, inesorabile come una ghigliottina, arriva. Clack-clack. Penetra nel soffitto, attraversa tutto il volume d’aria sopra di me e – clack-clack. È come se una scatola metallica si chiudesse stretta intorno al mio cuore, di colpo. Dio quanto mi spavento, quanto le odio. Perché poi non mi muovo, resto lì, supina e rigida, con le gambe serrate, i pugni stretti come se fossi aggrappata a una sbarra di ferro ghiacciata, la bocca aperta, senza fiato. Non mi muovo, non posso fare nessun rumore io, perché sai cosa succede quando faccio rumore? Ti sembrerà assurdo, ascoltami bene, quando faccio rumore io mi sento in colpa, penso: Dio, mi avranno sentita, e mi immobilizzo. Non mi devono sentire, e mi sale un’agitazione, sono immobile, ma dentro di me si agita una tormenta, il pensiero va a mille e il cuore sembra una mitragliatrice. Intanto ogni volta cerco di capire l’origine di quel rumore e immagino situazioni assurde: la vecchia chiusa in una gabbia e la figlia che apre una feritoia per darle da mangiare. Tutte cose così. Penserai che sono pazza, a volte lo penso anch’io, non mi guardare così ti prego, non ti voglio fare pena, lo so che puoi capirmi. Ascolta. Ho paura, quando mi sveglio io non posso muovermi, non mi devono sentire, come faccio a fartelo capire? È come quando giocavamo a nascondino, ti ricordi? Da piccole, in cortile. Io mi nascondevo e poi stavo immobile, accucciata da qualche parte, le gambe tra le braccia e le ginocchia tra i denti. Cercavo di respirare piano, ma dentro tremavo. Mi immaginavo di non essere trovata più, da nessuno, di trasformarmi in un sasso, rotondo e liscio, posato sull’erba, senza più paura, per sempre. Invece mi trovavano, Dio che spavento ogni volta, non riuscivo mica a correre alla tana, mi lasciavo prendere e perdevo. Non ho mai provato a salvarmi.

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Autore: Yann Ballestra. Sono nato il 12 agosto del 1973. Abito nell’estremo ponente ligure e sono uno psicoterapeuta. Lavoro in studio, a Bordighera, dove vedo i miei pazienti, ma anche nel Principato di Monaco, in una struttura dove faccio supervisione a un gruppo di educatori che si occupano di bambini inseriti in quello che un tempo era chiamato orfanotrofio: non perché i genitori siano morti, ma per tante altre tristi ragioni. E poi da sempre mi occupo di terapia attraverso la relazione con i cavalli, in contesti il più naturali possibile: qui non servono le parole, ma solo il corpo, la presenza e le emozioni. Da sempre scrivo: i miei sogni (quelli fatti di notte mentre dormo, che poi analizzo), e poesie, da quando sono ragazzino. Nel periodo del confinamento ho cominciato a seguire un corso di scrittura breve e sono venuti fuori alcuni racconti. “Non ho mai provato a salvarmi” è uno di questi.

[Foto di copertina: Head VI, Francis Bacon. Artuk, Arts Council Collection, Southbank Centre, Londra]

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